Sabato 14 maggio 2016: il grande giorno della Cresima

Ecco il saluto e la presentazione del percorso fatto dai 28 ragazzi cresimandi al Vescovo Paolo da parte della loro catechista Eliana

Carissimo Vescovo Paolo, genitori, padrini e madrine, familiari e amici di questi 28 ragazzi che siete qui a rappresentare l’abbraccio e l’appoggio della intera Comunità del Sacro Cuore. E’ sempre con trepidazione mista a curiosità, incertezza, desiderio di novità, che mi sono trovata ad accogliere come catechista questo gruppo, con tutte le loro caratteristiche dei loro 13 – 14 anni, con l’insicurezza, la spavalderia, la timidezza, la forte ricerca dell’amicizia, la tenerezza, il desiderio di autonomia oppure la non accettazione di stare diventando grandi, evitando impegni in prima persona. Certo, tutto questo è tipico dell’inizio adolescenza e per questo mi sono trovata più volte a pregare per loro e le loro famiglie, chiedendo quell’aiuto dello Spirito di Dio che ho cercato di far scoprire in loro, insieme a loro.

Siamo partiti dal gesto semplice quanto essenziale della riscoperta del Segno della Croce, che riassume la nostra fede. Quell’appoggiare le mani sulle spalle per dire… “dello Spirito Santo” e capire che sta a significare come la presenza dello Spirito ci renda più forti, forse anche più belli, pronti ad affrontare la vita, non più soli, con le spalle in fuori, come atleti. Ecco quindi lo Spirito che ci rende forti, coraggiosi, generosi, pronti a capire le priorità degli impegni – cosa non sempre facile… Questi ragazzi hanno quindi bisogno di adulti o giovani adulti al loro fianco che siano credibili, su cui possano vedere riflessa la bellezza dell’onestà e della coerenza – e questo è soprattutto il compito dei padrini e delle madrine, insieme ai genitori e familiari. Si riparte dalla Cresima!

Il nostro cammino di preparazione ha molto seguito l’anno liturgico, approfondendo e facendo nostre le letture della domenica. Con il metodo della drammatizzazione, i ragazzi entravano nei personaggi ed era così più facile capire l’insegnamento di Gesù. La via più semplice era anche osservare le figure di alcuni testimoni. Persone simili alle nostre meravigliose vetrate in un giorno di sole, lasciano trasparire la bellezza, l’incanto della loro anima su quanti incontrano e sui luoghi di appartenenza. A partire da San Giovanni Bosco, con la sua allegria costruttiva e il messaggio che ogni ragazzo, ogni ragazza è un’opera unica, meravigliosa di Dio, al nostro carissimo amico Raoul, il diacono sorridente, che con simpatia, competenza ed affetto, accompagnerà i ragazzi nel dopo Cresima.

Ricordiamo anche Padre Lorenzo, il missionario, che ci ha portato a riflettere in modo nuovo sulla parabola del Padre misericordioso, in quest’anno del Giubileo della misericordia. Il segreto della felicità – ci ha confidato – consiste nel piegarsi verso l’altro ed allargare lo sguardo, uscendo dal nostro piccolo “io”, così come aveva fatto Gregoire, novello samaritano africano che si prende cura dei fragili di mente, ridando loro una dignità perduta.

Bellissima la giornata a Carceri d’Este, l’abbazia millenaria che ci ha accolto e ospitato, insieme ai genitori, come teatro d’azione di una singolare caccia la tesoro, in cui il Tesoro era rappresentato dalle più svariate raffigurazioni dello Spirito, da trovare all’interno e all’esterno dell’abbazia.

E domenica scora, giorno dell’Ascensione del Signore, anche noi siamo saliti a San Sabino, l’antica chiesetta di Torreglia, attraverso un sentiero immerso nel verde generoso di maggio, tra i fiori e i profumi di questa primavera. E lì la profondità semplice quanto efficace del giovane don Paolo di Montegrotto ha ripagato la fatica del sentiero ripido. Don Paolo, con i suoi esempi ed i segni/simboli che ci aveva portato, ci ha davvero avvicinato a conoscere quei sette – innumerevoli – doni che lo Spirito regala.

E ieri sera, ai Campi, alla Veglia, dove nonostante la minaccia della pioggia ci siamo trovati tutti a pregare per l’arrivo di questo Personaggio misterioso e a riscoprire l’azione nell’offerta incredibile della vita delle 4 suore in Yemen, purtroppo solo uno dei tanti episodi di martirio per la fede nel mondo.

Ma c’è anche qualcosa di più silenziosa testimonianza, non inclusa nel programma, che vorrei ricordare, la presenza e l’aiuto costante di Chiara, Nicolò e Margherita, tre ragazzi che stanno continuando anche così il loro dopo-Cresima, come aiuto catechisti, rendendo visibile una continuità e un impegno generoso per i loro più giovani amici.

Sono anche lieta nel ricordare come, nell’ultima parte del cammino, si siano affiancati diversi genitori, con semplicità, mettendosi in gioco, dimostrando così che la preparazione a questo Sacramento era qualcosa che riguardava tutta la famiglia, non solo i loro figli. Sono stati per me raggi di sole ad illuminare la via.

Caro Vescovo Paolo, ancora grazie per essere tornato in questa che è stata anche la tua Chiesa e parrocchia, di cui ben conosci la storia perché hai contribuito a farla. Ora affidiamo alle tue mani di Padre questi ragazzi, perché lo Spirito possa davvero scendere ed entrare in loro e vivificarli, facendoli diventare portatori di amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, dominio di sé, bontà, mitezza, fedeltà.