Bollettino parrocchiale – Quaresima 2021

Mercoledì 17 febbraio
Mercoledì delle Ceneri: Inizio della Quaresima

– giorno di digiuno e astinenza dalle carni –

Ore 8,30: S.Messa con Rito delle Ceneri
Ore 16,00: S.Messa con Rito delle Ceneri per i ragazzi/e del Catechismo accompagnati dai genitori o dai nonni
Ore 18,15: S.Messa con Rito delle Ceneri per tutta la comunità


Quaresima 2021
Ecco ora il momento favorevole!

Nei prossimi giorni ricorrerà il primo anniversario di una esperienza
traumatica: un anno fa, proprio in coincidenza con l’inizio della Quaresima,
siamo entrati nel lockdown che ha interrotto bruscamente le nostre abitudini di
vita e ci ha chiusi in casa. Ricordate? Anche il rito delle ceneri è stato cancellato e
il nostro programma per la Quaresima è rimasto sospeso. Allora, eravamo ancora
non consapevoli di quello che ci attendeva.

Quest’anno ci è dato, nel rispetto delle norme, di incominciare come comunità
il cammino quaresimale con l’austero rito delle ceneri.
La Quaresima è un tempo decisivo nella vita cristiana, mette tutta la comunità
in cammino verso la Pasqua, è un “segno sacramentale” della nostra conversione,
del nostro ritornare al Signore cambiando mentalità e comportamento. È un
tempo di esercitazione, di allenamento e anche di combattimento: dobbiamo
identificare e cacciare fuori dalla nostra vita gli idoli che vi si sono introdotti
abusivamente: tutto ciò che pretende di occupare il posto di Dio, di essere
importante quanto, se non di più, di Lui. Forse non ci rendiamo conto di queste
presenze abusive che si propongono come vie di salvezza in alternativa alla via di
Cristo.

In fondo, all’origine dell’esperienza quaresimale, c’è un bisogno di novità e di
autenticità che noi cristiani condividiamo con tutti gli uomini e donne di buona
volontà. Guardiamoci attorno e ci accorgeremo di tante persone tese ad un
impegno personale di umanizzazione, di resistenza a forme egoistiche distruttive
del tessuto sociale, di ricerca di una convivenza più solidale.
Gesù, nel discorso sulla storia e la fine di questo mondo, responsabilizza i suoi
discepoli con parole che suonano come profezia, come avvertimento di un
pericolo sempre imminente: “Per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si
raffredderà” (Mt.24,12). Sono parole che riguardano ogni generazione, anche la
nostra. Si moltiplica la banalità del male, si avvelena il clima sociale con slogan di
odio e così diventa difficile fare il bene: sì, è possibile – ci avverte Gesù – che la
carità stessa venga considerata debole, improduttiva, venga contraddetta.
C’è una proposta della nostra Diocesi che ad incominciare da questa Quaresima
impegnerà tutte le parrocchie: è chiamata “Carità nel tempo della fragilità”.
Ogni comunità è impegnata a costituire un fondo di solidarietà e di sostegno
sociale, un fondo alimentato dai contributi dei fedeli. Ci impegneremo a realizzare
questo fondo di solidarietà anche perché l’intitolazione al Sacro Cuore di Gesù
non resti una cosa formale per “timbrare” i documenti ufficiali ma caratterizzi la
nostra presenza nella città di Abano. Sarà questo l’annuncio che ascolteremo il
primo giorno di Quaresima, il Mercoledì delle Ceneri.
Quaresima significa novità, risveglio, amore creativo sotto lo sguardo del Padre,
con l’azione dello Spirito-amore, sulle orme di Cristo modello dell’umanità nuova.

d. Antonio, d. Angelo

Quarantena, Quaresima e differenze

In questo ultimo anno abbiamo imparato, e ci è costato, cosa sia vivere in
quarantena. Stare in quarantena, mettersi in quarantena dice limite, privazione di
movimento e di libertà… Io posso, di mia iniziativa, stare chiuso in casa tutta una
giornata; altra cosa è non potere uscire di casa o magari stare chiusi in una stanza
come necessità imposta dalla emergenza sanitaria.

Quarantena dice tempo di isolamento.
Quaresima dice tempo di raccoglimento, di superamento della dispersionedistrazione,
e lo stesso rimanere in casa può diventare “occasione”, trasformarsi in
“opportunità”.
È questo il segreto della grazia quaresimale: Gesù, nel Vangelo che si proclama
nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri, ci dice: digiuna, sii carità e prega “il
Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà”
(Mt.6,6).

Attenzione a quel ritornello ripetuto per ben sei volte: “che vede nel segreto”.
Questo segreto nel testo greco è en tò crypto, quasi a dire “nella cripta”. Le
grandi basiliche infatti, possiedono tre livelli: il sagrato, la navata, e la cripta che,
di solito, è nascosta, è sotterranea. Il tempo di Quaresima è il tempo della cripta,
cioè invito a scendere in ciò che sta a fondamento della nostra esistenza, in quelle
stanze della nostra giornata, dei nostri affetti, delle relazioni più costitutive della
preghiera. Di solito nella cripta di una chiesa è custodito il corpo di un santo,
oppure il nucleo più antico o altre testimonianze originarie. Scendere nella cripta
della nostra vita significa, dunque, andare di nuovo a bere alle sorgenti della
nostra fede, a ritrovare le radici e ciò che sostiene tutta la cattedrale della nostra
esistenza (cfr G.Osto).

Dunque il “segreto” della Quaresima apre un orizzonte contemplativo interiore
ma aperto, non chiuso e bloccato come il termine quarantena evoca. Più che
restare chiusi in casa come in quarantena si tratta di abitare con intensità la
profondità di sé, delle relazioni, di Dio in noi; si tratta di vincere quella
superficialità che svuota la vita umanamene e cristianamente.

Questa la terapia per la guarigione dello spirito

La chiesa, nella sua storia bimillenaria, per questo tempo liturgico ha sempre
indicato dei “rimedi”, delle “medicine” per attraversare il deserto quaresimale e
giungere, rinnovati e “guariti” dalle nostre ferite, a celebrare la vittoria pasquale:
l’ascolto della Parola e la preghiera, il digiuno, la carità. Non potrebbero essere
anche queste “medicine” Quaresimali ad indicarci come vivere questo tempo così
difficile anche per la fede?

“Quando preghi”… per la preghiera nessun luogo è inadatto. Pregare in
famiglia e come famiglia dimostra che si è raggiunta un’alta qualità nelle
relazioni familiari. Niente è più intimo della preghiera e niente dilata
maggiormente la nostra visione fino ad abbracciare il mondo: è l’esperienza del
Padre Nostro quotidiano quando non lo recitiamo solo ma lo viviamo.

“Quando fai l’elemosina”: la carità è incontro creativo. Siamo ancora ristretti
dalle regole del distanziamento , dobbiamo trovare nuove forme di prossimità e
solidarietà grazie ai mille modi di comunicare che abbiamo oggi.

“Quando digiuni”: lasciare è per trovare, il digiuno è per trovare l’essenziale,
per scoprire Chi e che cosa ci manca davvero.

Ma il tutto si ridurrebbe a pura esercitazione fine a se stessa se con noi non ci
fosse lui, il Cristo Signore: “Corro per afferrare Cristo, perché lui ha afferrato me!”

(San Paolo ai cristiani di Filippi)


Vogliamo stare davanti a te

Signore,
vogliamo stare davanti a te,
donaci momenti di deserto interiore,
lasciati guardare dal nostro sguardo speranzoso.
Signore, ti vogliamo contemplare,
vogliamo avere un unico atteggiamento,
quello di chi ama.
Signore, trasmettici tutto l’amore,
il più autentico, che nutri per noi.
Signore, tu sei il pane di vita,
Saziaci con la tua venuta.
Con semplicità,
stiamo alla tua presenza.
In profondità,
il tuo sguardo ci trasforma.
Vogliamo mangiare la tua carne,
bere il tuo sangue,
per avere la vita eterna,
per rimanere in te.
Signore,
dacci sempre questo pane.


Aiutaci a custodire la libertà

Signore,
aiutaci a custodire
il nostro tesoro più grande,
la liberta.
Per mirare alle cose più belle e profonde,
per conservare sempre un cuore docile,
per lasciarsi accompagnare da guide accorte,
per essere attenti al bene dei fratelli,
per realizzare il nostro progetto di vita,
per accogliere con gioia la tua venuta,
rendici liberi.
Signore,
vogliamo avere fiducia in te,
attendiamo il tuo arrivo,
con gioia ti apriamo le porte.
Nei momenti di instabilità e precarietà,
non tardare ad arrivare.
Sorprendici,
come solo tu sai fare.
Amaci,
come solo tu sai fare.